venerdì 23 giugno 2017

La legge italiana sullo jus soli non rispetta la Dottrina sociale della Chiesa.

Le considerazioni che seguono inducono a chiedersi cosa spinga alti prelati, nella specie rappresentanti della CEI, ad assumere posizioni così lontane dal bene comune.

Il disegno di legge (DDL S. 17) in discussione in queste settimane in Senato, volto a modificare la vigente legge 91/1992, introducendo in Italia una forma temperata dello ius soli (diritto del suolo) in sostituzione dello ius sanguinis (diritto del sangue) vigente, oltre ad nuovo diritto (detto ius culturae <sic>) che riguarderebbe il diritto di cittadinanza per tutti coloro che frequentano in Italia un intero ciclo scolastico, suscita numerose perplessità dal punto di vista del bene comune ed in specifico da quello del pensiero sociale cristiano.

Lo Stato e le famiglie straniere

In questa sede ci limitiamo ad analizzare una sola ragione di forte perplessità che concerne il rapporto tra Stato e famiglie straniere, residenti in Italia. Il disegno di legge prevede un intervento automatico e obbligatorio dello Stato volto a conferire la cittadinanza italiana a tutti i minori stranieri che nascono all’interno dei confini del nostro Paese o che frequentano almeno cinque anni scolastici. Questo modo di procedere, che già esiste nel nostro ordinamento, è tuttavia giustificato solo nei casi d’emergenza in cui lo straniero, per le circostanze particolari della sua nascita o del suo arrivo in Italia, rischi concretamente di rimanere senza alcuna cittadinanza cadendo nello stato di apolidia. Lo Stato dunque si sente legittimato ad attribuire d’imperio una cittadinanza ad una persona minore per scongiurare questo evento che ha conseguenze dannose, facilmente immaginabili, per la stessa persona e per il bene comune.

Oggi ricordiamo e ci affidiamo al Sacro Cuore di Gesù

Dal Vangelo secondo Matteo 11,25-30.
In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.
Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.
Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare».
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.
Il mio giogo infatti è soave e il mio carico leggero».

A Reggio-Emilia tutto prosegue indisturbato - Cristiano Lugli

Clicca sull'immagine per ingrandire
Tutti ricorderanno il Comunicato stampa che il Vescovo di Reggio-Emilia, Mons. Massimo Camisasca, ha reso pubblico in data 27 Maggio 2017 a proposito della riparazione indetta dal Comitato "Beata Giovanna Scopelli" e di tutti i contorni coloriti.
Rispetto alla questione della Parrocchia di Regina Pacis, dove il parroco, don Paolo Cuigini, responsabile dell'intera Unità Pastorale Santa Maria degli Angeli, organizza da circa un anno e mezzo incontri di preghiera per persone LGBT, Sue Eccellenza Camisasca aveva espresso quanto segue:
"Per quanto riguarda in particolare le iniziative di queste settimane, sono contento che persone con orientamento omosessuale si trovino a pregare sotto la guida di un sacerdote e con la partecipazione di altre persone. Questa proposta non deve avere nulla a che fare con l’adesione a quei gruppi Lgbt che rifiutano e irridono la dottrina della Chiesa" 

giovedì 22 giugno 2017

Pio XII: preghiera alla « Madonna dell’aiuto »

In questi frangenti sempre più minacciosi per la nostra fede e la nostra civiltà, compresa la nostra identità nazionale, ricorriamo alla Preghiera alla «Madonna dell’aiuto», composta da Papa Pio XII nel 1954, Anno Mariano, nel corso del quale Papa Pacelli aveva solennemente incoronato, nella Basilica di San Pietro, l’antica icona di Maria Salus populi romani, venerata nella Basilica di Santa Maria Maggiore. 
Nella Cappella a Lei dedicata proprio nella Basilica Liberiana, il Pontefice aveva celebrato la sua prima Santa Messa, dopo l’ordinazione sacerdotale, il 3 aprile 1899. Alla Vergine, davanti alla stessa immagine, il Papa aveva consacrato la sicurezza di Roma durante la seconda guerra mondiale e aveva attribuito al suo materno intervento la liberazione della città dall’occupazione nazista, nel giugno 1944: «Con indicibile riconoscenza noi veneriamo la Santissima Madre di Dio e Madre nostra, Maria, che al titolo e alle glorie di Salus populi romani ha raggiunto una nuova prova della sua benignità materna, che rimarrà in perenne memoria negli annali dell’Urbe». Ed ecco la sua invocazione, che facciamo nostra:
Vergine benedetta, Madre di Dio e Madre nostra, che nel titolo di « Madonna dell’aiuto » non cessi di ricordare ai tuoi devoti i prodigi onde ci assicurasti della tua materna protezione, guarda pietosa alle nostre necessità e alle nostre miserie, e vieni ancora una volta in nostro soccorso.
Dal tuo aiuto, o Maria, i poveri aspettano il pane, gl’infermi la salute, i disoccupati il lavoro, tutti la preservazione da nuove calamità e da nuove rovine.
Ma il bene di cui ha soprattutto bisogno la generazione che ti prega, è il tuo Figlio, o Maria, che il mondo vorrebbe bandito dalla vita, dalla famiglia, dalla società, dove tutto si attende dalla materia, dalla forza e dagli umani disegni.
Aiutaci, o Maria, a custodire gelosamente o a ritrovare questo bene, senza il quale ogni altro dono è illusione, inquietudine e veleno.
Per Te, o Madre, rientri Gesù nelle menti traviate per dissiparne gli errori con la luce della sua Persona e del suo Vangelo. Rientri nei cuori pervertiti, con la purezza dei costumi, la modestia della vita, la carità, che vince ogni egoismo. Rientri nelle famiglie e nella società per riprendere i suoi diritti di Signore e di Maestro.
Da Te protetti e assistiti, tutti, o Maria, sperimenteremo l’efficacia del tuo patrocinio: « Madonna dell’aiuto » ti sentiremo in tutti i momenti della nostra vita terrena: nelle avversità per non restarne abbattuti, nelle prosperità per non riuscirne corrotti; nel lavoro per ordinarlo in Dio, nella sofferenza per accettarla con umiltà.
Per Te vivremo con le virtù del Vangelo, nel timor santo di Dio, nel suo amore, nella fraterna carità che benefica, sopporta e perdona. Aiutati dalla tua potente intercessione, questa vita sarà per i tuoi figli vittorioso combattimento, sarà nella fede e nella pietà sincera degna preparazione all’eterna. Così sia.

mercoledì 21 giugno 2017

L’imbecille globale è al potere - Marcello Veneziani

Marcello Veneziani è una delle poche voci non allineate con l'imbecillità ampiamente illustrata di seguito. Si nota un'omissione; ma forse è dovuta ad un rispetto che lo stesso alto personaggio non ha per il sacro Soglio...

Ogni mattina, pomeriggio e sera, ovunque tu sei e a qualunque fonte d’informazione ti colleghi – video, radio, giornali, web ma anche film, concerti, omelie, lezioni a scuola o all’università, discorsi istituzionali – c’è un Imbecille Globale che ripete sempre lo stesso discorso: “Abbattiamo i muri, niente più frontiere tra popoli, fedi, razze, sessi e omosessi, non più chiusure in nazioni, generi, famiglie, tradizioni ma aperti al mondo”.

Te lo dice come se stesse esprimendo un’acuta e insolita opinione personale, originale; finge di ribellarsi al conformismo della chiusura e al potere del fascismo (morto da 72 anni) mentre lui, che coraggioso, che spregiudicato, è aperto, non si conforma, ha la mente aperta, il cuore aperto, le braccia aperte, è cittadino del mondo. Sfida i potenti, lui, che forte.

La modernità come grande progetto gnostico. A proposito di un recente libro di Giovanni Turco su Cornelio Fabro

Ѐ possibile che un filosofo cattolico sia trascurato, e talvolta osteggiato, proprio per la sua grandezza? Ѐ possibile, anzi è accaduto e accade per Padre Cornelio Fabro. Naturalmente, per lo stesso motivo, ci sono i suoi estimatori, come Giovanni Turco che ha appena dato alle stampe il libro “Razionalità e responsabilità. Il pensiero giuridico-politico di Cornelio Fabro” (Studium), oppure i Padri dell’Istituto del Verbo Incarnato che ripubblicano l’intera opera di Fabro all’interno del “Progetto culturale Cornelio Fabro”. In generale però viene trascurato dalla cultura alla moda, proprio perché grande. Grande nel senso che ha ricondotto tutti i problemi alla loro matrice teoretica, tutti i nodi al nodo primario e concettuale di fondo, tutti gli errori ad un errore primordiale. Fabro è andato fino in fondo, o, meglio, fino alle origini degli errori moderni ribadendo l’origine delle verità filosofiche di fondo a cui bisogna attenersi. Un pensiero senza sconti, in altre parole, un rigore senza sbavature, una coerenza che induce ad un esame di coscienza teoretico impietoso. Questa è la sua grandezza e perciò il suo pensiero disturba, perché mette con le spalle al muro.

martedì 20 giugno 2017

Perché la morte diventa obbligatoria?

Charlie Gard ha una malattia mitocondriale, che leva forza a tutti i suoi muscoli, ma non causa dolore. Non è in coma. Quindi è verosimile che riesca a percepire la voce e le carezze della mamma e del papà e a provarne piacere. Una vita piccola. Il cervello umano ha capacità straordinarie di adattamento. Si adatta a una vita piccola, soprattutto se in questa vita c'è gioia. I medici inglesi ritengono Charlie senza speranza e ritengono che la sua vita debba finire. I genitori hanno raccolto oltre un milione di sterline per portare Charlie in USA dove c'è una cura sperimentale. I medici inglesi obbiettano che non è certo che la cura possa essere utile a Charlie è sperimentale e quindi non se ne conoscono gli effetti collaterali.
Per quanto possa essere infinita la nostra fede nelle potenzialità dell'imbecillità umana, questa è troppo grossa.
Preferite una morte certa e certamente priva di effetti collaterali a una cura incerta? Vi hanno lobotomizzato o siete nati scemi?
I genitori sono esseri umani e vostri cittadini e hanno il diritto di portare il loro bimbo dall'altra parte del mondo, di tentarle tutte. Se poi la cura non gli fa bene e gli fa male, tranquilli, sarete sempre in tempo a presentarvi con la pietosa proposta della vostra morte statale.
Ma perché imporla a tutti i costi anche ora? C'è qualcosa di mostruoso e di strumentale, come se dovesse passare il principio della morte obbligatoria contro il parere di tutti, familiari inclusi.
E se la cura funzionasse?
E se domani qualcuno trovasse una cura perfetta.
E se il piccolo stesse vivendo una vita piccola e piena di gioia?
Perché ai genitori del piccolo è negato il permesso di portarlo fuori dalla Gran Bretagna?
Perché possono essere costretti ad assistere alla morte statale del loro bambino?
Perché abbiamo abdicato alle nostre vite a favore dello stato.
Perché fuori dalla legge di Dio le vite piccole non hanno valore.
Silvana de Mari

Un'altra lettera dei quattro cardinali al papa. Anche questa senza risposta

Un buon segno, il nuovo passo compiuto dai 4 Cardinali nei confronti del Papa segnalato da Sandro Magister [qui]. Devono procedere gradualmente e alzare il tiro poco alla volta, anche per ampliare il consenso alla loro azione nella Chiesa universale. Finora hanno proceduto lentamente, è vero, però non mollano e continuano a mettere in difficoltà il Papa (e chi lo appoggia) e con argomenti molto precisi, basasti sui fatti: Papa Francesco sta creando uno scisma nella Chiesa. 
Link di riferimento: l'articolato testo dei 'Dubia'; l'indice degli articoli sull'AL: l'elenco di coloro che hanno espresso esplicito sostegno ai 4 cardinali.

A distanza di sette mesi dai "dubia", papa Francesco ha ricevuto a metà di questa primavera un'altra lettera dagli stessi quattro cardinali, firmata da Carlo Caffarra a nome degli altri tre: Walter Brandmüller, Raymond L. Burke e Joachim Meisner.

E anche a questa lettera, come già ai "dubia", egli non ha risposto.

I quattro cardinali chiedevano al papa di essere ricevuti in udienza. Per parlare con lui delle divisioni generate da "Amoris laetitia" e della conseguente "situazione di confusione e smarrimento" di larga parte della Chiesa.

La lettera è nelle mani di Francesco dal 6 maggio. Ma la prolungata assenza di una risposta ne ha ampliato la natura. Come già è avvenuto per i "dubia", i quattro cardinali ritengono ora giusto che la lettera sia offerta alla riflessione dell'intero "popolo di Dio", dal quale sale la domanda di chiarezza a cui essi danno voce.
Il testo integrale della lettera è riprodotto più sotto.

Varese, “La lobby Lgbt contro le nostre preghiere”

Avevamo promesso i dettagli sulla 'Riparazione' di Varese. Eccoli di seguito. Ai nostri amici di Varese avevamo segnalato anche questa profanazione mai riparata - riguardante proprio il Sacro Monte, luogo provvidenzialmente prescelto per l'iniziativa - affidandola loro in pectore per la contestuale riparazione, pur senza farne cenno per non destare ulteriore scalpore indiscriminato. Mi è stato detto che ne avrebbero parlato col sacerdote. Attendo conferma per sapere com'è andata anche a questo riguardo.

C’è un paese in cui si rende necessaria la presenza di quattro agenti della Digos per garantire l’incolumità di un singolo cristiano che prega il rosario sul sagrato del duomo cittadino.
Non è, o meglio non è ancora, uno stato a maggioranza islamica; è tuttavia certamente uno stato asservito alla lobby lgbt.
E’ quello che succede in Italia, per la precisione a Varese, durante il gay pride che si è svolto sabato 17/6/17.
Ma non si tratta di un caso isolato: durante il mese di giugno, tradizionalmente dedicato alla devozione del Sacro Cuore, il nostro povero stivale è percorso dalle brigate arcobaleno, generosamente foraggiate da istituzioni pubbliche, amministrazioni locali e imprese private in cerca di facili consensi.
Niente può e deve contrapporsi alla patetica sfilata di un’umanità che, oppressa da chili di trucco, parrucche, piume e pailletes nasconde il proprio volto tragico e degradato.

lunedì 19 giugno 2017

Video scioccante del papa e altri capi religiosi

Che ne pensate? I prodromi della nuova religione mondiale?


Riporto la chiara replica del lettore PP a chi si ostina a non vedere l'inganno:

E' tutto un fiorire di studi in comune, di iniziative in comune, di liturgie in comune, insomma di fatto sta avanzando a grandi passi il grande inganno di una sorta di religione mondiale umanitaria, praticabile da tutti in nome della pace universale e del bene dei popoli. Una "religione" che sicuramente piace alle Logge e all'ebraismo liberale. E'un'opera assurda, cui certi capi religiosi concorrono per puro calcolo. DAl punto di vista cattolico, tali aperture costituiscono aperta contraddizione con la missione della Chiesa, che deve essere sempre quella di convertire i popoli a Cristo (lo ha detto il Signore risorto in persona). Costituiscono peccato. 
Di queste aperture abbiamo visto come sappia approfittare da tempo l'islam per invaderci al fine di schiacciarci con il numero e sottometterci. Perciò queste iniziative ecumeniche, miranti alla "pace", sono condannate a sortire l'effetto opposto. Si sta preparando irresponsabilmente il terreno a tremendi disordini, a guerre sanguinose, come quelle che vediamo in Siria e Iraq, a meno che ovviamente certi popoli, rincitrulliti dai vizi e dai cattivi maestri laici ed ecclesiastici, non stiano già preparandosi a sottomettersi o a diventare maomettani. A tradire, insomma, con i loro preti per primi.

Nel solstizio d’estate torna l’affascinante spettacolo di luce all'interno del Pantheon

Nel giorno del solstizio d’estate, il 21 Giugno, torna un nuovo appuntamento con l’affascinante fenomeno astronomico all’interno del Pantheon.
Il Pantheon di Roma è uno dei pochi monumenti romani studiati dal punto di vista dell’Archeoastronomia. [vedi, nel blog]
La differente altezza del Sole durante le stagioni, infatti, fa sì che la cupola all’interno del Pantheon funzioni come una vera e propria meridiana sferica: l’oculo crea un disco di luce che si sposta gradualmente fino a colpire l’ingresso.  i raggi solari solari che vanno puntualmente a colpire punti chiave al suo interno a seconda delle stagioni.
A mezzogiorno locale del 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, il raggio di sole che entra dal grande occhio della cupola proietta un enorme disco luminoso sul pavimento, del diametro di 9 metri, proprio come quello dell’oculo.
Bisogna però aspettare le 13 per vedere completamente l’effetto del sole per via dell’ora legale.

Il Santo Rosario e la sconfitta di Boko Haram

Non solo contro la minaccia del terrorismo islamico, ma anche perché si arresti il flagello dell'invasione musulmana camuffata da emergenza umanitaria, subita e persino incoraggiata da classi dirigenti pavide, incapaci di un atto di coraggio che sia uno, vittime di pessime ideologie e da un clero senza fede e rammollito, resosi nemico della nazione oltre che della propria religione. Il Rosario non opera comunque senza il nostro concorso: a Lepanto c'era una poderosa flotta cristiana pronta a combattere e in Nigeria l'esercito locale e i suoi alleati hanno pur dovuto combattere. Nelle preghiere bisognerebbe pertanto chiedere che l'intercessione della Beata Vergine ci ottenga anche l'apparire degli strumenti validi per combattere, a cominciare da una volontà politica che abbia il coraggio di servirsi dei mezzi, giuridici e non, che pur esistono, per fermare l'invasione.

Il presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha confermato che gli ultimi bastioni del gruppo guerrigliero Boko Haram, che voleva stabilire in Africa un califfato sulle orme del cosiddetto Stato Islamico, sono stati annientati nella foresta di Sambisa, nello stato di Borno, nel nord-est del paese. Centinaia di guerriglieri in fuga hanno varcato i confini e si sono arresi alle autorità del Niger, secondo quanto informa l’agenzia Reuters.
In sette anni di guerra, Boko Haram ha ucciso più di ventimila persone e provocato la fuga di almeno altri due milioni di civili. Al suo apogeo, la guerriglia islamista è giunta a controllare vaste aree del Paese. Adesso, invece, la sua sconfitta appare imminente. Che cosa ha provocato il ribaltamento della situazione in così poco tempo?
Laddove l’esercito nigeriano e la polizia venivano accusati dalla popolazione di debolezza e inefficacia di fronte ai terroristi, una persona manteneva accesa la fiamma della reazione contro i seguaci di Maometto. Si trattava di S.E. mons. Oliver Dashe Doema, vescovo di Maiduguri, epicentro della zona d’azione di Boko Haram.
Mentre la diocesi era sopraffatta dal terrore, mons. Dashe lanciava una crociata di preghiera del Santo Rosario, implorando l’intercessione della Beata Vergine Maria per porre fine alla piaga del terrorismo islamico. Il giovane e coraggioso prelato non ha esitato a scendere in piazza, indossando talare e croce pettorale, per diffondere la recita del Rosario, guadagnandosi perfino il rispetto della popolazione musulmana.

'Ius soli' in Italia? Ecco perché sarebbe una follia

... questa nobile nazione... si fa una di reggimento e d'istituti, come già una la rendono la stirpe, la lingua, la religione le memorie degli strazi sopportati e le speranze dell'intiero riscatto. (Relazione del presidente Consiglio dei ministri, Cavour, 11 marzo 1861)
Teniamoci con orgoglio il nostro “ius sanguinis” che ci garantisce almeno un legame concreto coi nostri avi i quali, anche a costo della vita talvolta, ci hanno regalato questo splendido territorio e questa splendida storia, che costituiscono ora anche per noi un debito che abbiamo verso i nostri figli.
Della legge sullo Ius soli ho già parlato qui, esplicitando le ragioni più alte e più ampie, rispetto a quelle socio-economiche, che inducono a rigettarla. Con l'articolo riportato di seguito diamo spazio ad altre voci per approfondire alcuni dei molteplici aspetti da prendere in considerazione.
Con la nuova legge sono a rischio di dissoluzione i legami profondi e ancestrali della razza e delle nostre radici culturali e spirituali, così che solo tra due generazioni rimarrebbero innumerevoli italiani solo di nome che nulla avrebbero a che fare con la nostra storia e scriverebbero quella di un nuovo “demos”, che non è il nostro: una inaccettabile sostituzione etnica!
Bisogna neutralizzare i mantra del politicamente corretto perché è da ciechi non pensare che la nuova norma, mentre nell'immediato arricchirà il bacino elettorale del PD che ci sta svendendo su tutti i fronti, a breve termine offrirà al costituendo partito islamico - tra l'altro molto vicino ai Fratelli Musulmani - la possibilità di giovarsi di milioni di elettori. Se non è suicidaria sottomissione questa... Senz'alcun odio nei confronti dei musulmani; ma con la realistica consapevolezza della differenza e delle costitutive divergenze che non consentono la loro integrazione. Per lo meno se la Chiesa non avesse abdicato, insieme al Papa, avremmo maggiori speranze di ricostituire l'unità religiosa e offrire una testimonianza credibile dei valori cristiani che non sono quelli illuministi. Il Papa 'regnante' continua ossessivamente a perorare accoglienza ed improbabile integrazione; sullo ius soli la CEI ha appena preso posizione allineandosi alla sinistra globalista (mi ripugna riportare le sofistiche espressioni). Ma noi non smetteremo, nonostante tutto, di riaffermare la nostra identità civile e spirituale. (M.G.) 

Occorre innanzitutto chiedersi da cosa deriva questa improvvisa accelerazione verso una scelta, più politica che sociale, per portare il diritto automatico alla cittadinanza italiana tramite la legislazione detta dello “ius-soli”. In Italia però attualmente non vige questa legge, esiste invece lo “ius sanguinis”, che riconosce la cittadinanza per diritto di discendenza da genitori (uno o entrambi) o avi di accertata nazionalità italiana.

domenica 18 giugno 2017

Orbán accusa il governo italiano: “Vogliono trasformare l'Europa in Eurabia”

Mentre il Papa continua ossessivamente a favorire l'invasione ci vuole un laico per dire la verità: il premier ungherese Viktor Orbán accusa i governi di Italia e altri paesi Ue di voler creare creare una “Eurabia” nel Vecchio Continente, unendo “i resti” della cultura cristiana con quella musulmana:
“I paesi che si stanno rendendo responsabili della realizzazione di questa Eurabia” dovranno accettare il fatto che gli ungheresi non vogliono far parte di un tale “esperimento”. Orbán lo ha affermato parlando in diretta alla radio pubblica Kossuth. Secondo il premier magiaro, in alcuni Paesi dell’Ue è in corso “un esperimento per cancellare tradizioni millenarie combinandole con un’altra cultura, un’altra religione e un’altra visione” e, naturalmente, farebbe parte di questo piano favorire l’invasione di immigrati dentro la Comunità europea.

La S. Scrittura e la collegialità episcopale - d. Curzio Nitoglia

È un tema già trattato [vedi - qui - qui] ma è sempre utile approfondire. Interessanti le riflessioni circa l'autorità episcopale affidata ad un unicum, cioè ad un soggetto uno e indistinto, piuttosto che ai soggetti distinti che compongono l'episcopato universale.

La dottrina cattolica

Secondo la dottrina cattolica tradizionale Gesù scelse Dodici Apostoli tra i quali elesse Pietro come loro Capo e conferì solo a lui l’autorità somma di pastore di tutto il gregge, di fondamento, di clavigero (padrone delle chiavi) della Chiesa universale e di sostenitore della fede degli Apostoli (cfr. L. Carli, La Chiesa a Concilio, Milano, Àncora, 1964).[1]

L’errore collegialista

Invece secondo i collegialisti[2] Cristo conferì l’autorità a tutti e Dodici gli Apostoli assieme, ossia collegialmente e non come soggetti distinti e a titolo individuale, bensì come ad un gruppo o ad un collegio in quanto tale in modo che esso possedesse necessariamente e costantemente diritti e doveri comuni distinti da quelli dei singoli membri e da esercitarsi sempre assieme in maniera collegiale.[3]

sabato 17 giugno 2017

La 'Riparazione' a Varese

Deo gratias anche per Varese. Ottimo seguito! I dettagli verranno. Intanto ecco alcune immagini.

don Elia. Noi non vogliamo il loro “spirito”

Sotto il pontificato di Giovanni Paolo II ci sembrava che le cose fossero tornate in qualche modo “a posto” per un certo tempo, per lo meno in alcuni ambiti […]. Questa situazione è continuata sotto Benedetto XVI […]. Ora, nei pochi anni del pontificato di papa Francesco, lo spirito ammuffito e stantio degli anni Settanta è risorto, portando con sé altri sette demòni […]. Il fatto che quello spirito estraneo sembri aver alla fine ingoiato il Soglio di Pietro, trascinando coorti sempre più estese di una compiacente gerarchia ecclesiastica all’interno della sua rete, è l’aspetto più inquietante e veramente scioccante per molti di noi, fedeli cattolici laici. Osservo un gran numero di alti prelati, vescovi e teologi e non riesco a riscontrare in loro – ve lo giuro – la benché minima presenza del sensus fidelium: e questi sarebbero i latori dell’ufficio di insegnamento della Chiesa? Chi rischierebbe la propria anima immortale affidandosi al loro giudizio morale nella confessione? (Anna Silvas, docente alla University of New England, Australia – Roma, 22 aprile 2017).
Benedetti i laici (incluse le laiche, ovviamente) che hanno una fede viva per vedere chiaro nella situazione attuale e il coraggio evangelico di denunciarla senza mezzi termini. Essi sono esenti dalla manipolazione mentale perpetrata nelle facoltà teologiche e liberi dai contorsionismi clericali di chi cerca di salvare capra e cavoli. Perciò guardano la realtà così com’è e dicono senza complessi ciò che osservano. Questo sano senso del reale, che dovrebbe essere normale per ogni cattolico, oggi è merce rarissima, specie fra i chierici, i quali sono stati “formati” a considerare tutto attraverso il prisma dell’ideologia inculcata in seminari e conventi: una cosa non è semplicemente quello che è, ma quel che “deve” essere per poter stare in un quadro precostituito; ciò che non rientra nel quadro va ignorato, rimosso o riformulato. Alla nuova “visione”, poi, bisogna esser pronti a sacrificare qualunque valore: la verità, la giustizia, la ragionevolezza… e le persone stesse.

venerdì 16 giugno 2017

Venerdì 16 giugno. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui].

Sabato 17 giugno, alle ore 15.00, a Varese [qui] - come già a Pavia e a Reggio Emilia - siamo invitati a partecipare alla recita del S. Rosario in riparazione dello scandalo dei “gay-pride” che si terrà in quella città. Chi fosse impossibilitato, può fruttuosamente unirsi con la preghiera a questo atto di riparazione alle offese al Sacro Cuore di Gesù. Chi fosse impossibilitato, può fruttuosamente unirsi con la preghiera a questi atti di riparazione alle offese al Sacro Cuore di Gesù. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, proponiamo una lettura di Gilbert K. Chesterton. Anche oggi il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

P. Enrico Zoffoli: la transustanziazione

Padre Enrico Zoffoli, passionista, salì al cielo carico di meriti ventuno anni fa, il 16 giugno 1996. dopo una vita spesa a santificare sé stesso e il prossimo sia col ministero sacerdotale, sia nel sostenere vocazioni, sia nell'insegnamento presso la Pontificia Facoltà san Tommaso d'Aquino, sia negli scritti di agiografia, apologetica, spiritualità, teologia. Per introdurlo proponiamo alcuni suoi brevi brani sul mistero della transustanziazione.

Altare del Calvario, nell'omonima Cappella
della Basilica del Santo Sepolcro
a Gerusalemme
Il rito eucaristico «mette il Calvario sul nostro altare» [...]

Non sarebbe possibile nulla di tutto ciò che il rito è in sé e comporta - dato lo scopo per il quale è stato istituito - senza il prodigio della transustanziazione. Gesù ha voluto rendere presente il Sacrificio della croce quanto al suo profondo nucleo di Mistero della salvezza, velando gli elementi empirici della propria natura umana dolorante. Elementi che poterono verificarsi una sola volta, quando costituirono il sacramento del Sacrificio per i testimoni della Passione.

Ora, perché il MISTERO fosse presente ai futuri credenti di tutti i luoghi e i tempi, era indispensabile un diverso sacramento, reperibile ovunque e sempre: quello degli accidenti del pane e del vino interamente trasformati nella sostanza del Corpo e del Sangue della Vittima.

Per conseguenza, senza questo prodigio - massimo di tutti i possibili -, non avremmo potuto avere la Messa quale SACRAMENTO DEL SACRIFICIO. Avremmo avuto il SACRIFICIO IN SÉ, raggiunto dalla fede alla luce della Rivelazione; non però il SACRIFICIO CELEBRATO sensibilmente come supremo atto pubblico di culto, comprendente la consumazione della Vittima offerta, quale parte integrante del rito eucaristico, simbolo più sublime dell'unità dei fedeli, membri del Corpo Mistico.

L'epoca dei "senza" - Cristiano Lugli

Verrebbe da chiedersi quale sia la chiave per capire il livello di una società che possa definirsi quantomeno tale e che, senza tentennamenti, non rispecchia di certo la nostra.

Certamente ogni angolatura è buona per rendersi conto, almeno con un pizzico di onestà razionale, che il baratro in cui la modernità in senso generale ha fatto sprofondare l'uomo attuale è senza precedenti storici, con ripercussioni spirituali, morali e finanche civili senza eguali nel tempo.
Ma tutto questo appunto è noto. Forse ciò che lo è meno si determina dalle confutazioni con la vita quotidiana delle persone e il modello ideologico imperante, nonché la degenerescenza spirituale verso cui ogni giorno ci si deve imbattere. 

giovedì 15 giugno 2017

Sante Messe Antiquior a Correggio (RE)

Il Gruppo stabile "Beato Rolando Rivi"informa che:

VENERDÌ 16 GIUGNO - ore 19 
Santa Messa "da requiem", in suffragio dell'anima di Don Umberto Pessina (71° anniversario dell'uccisione) con assoluzione al tumulo.
presso la chiesa di san Martino piccolo
(via S.Martino, 23 - Correggio - RE)
celebrata da Mons. Carlo Pasotti, cancelliere vescovile e canonico penitenziere.

VENERDÌ 23 GIUGNO - ore 19 
Santa Messa in forma straordinaria nella Festa del Sacratissimo Cuore di Gesù
presso l’oratorio “Mater Amabilis” a Correggio 
(di lato alla basilica di s. Quirino, entrata dal palazzo Bellelli, Corso Mazzini, n.44 - Correggio - RE)
celebrata da don Carlo Castellini, vicario foraneo.

CORPUS DOMINI

SEQUENTIA
(clicca qui per ascoltare)

LAUDA, SION, SALVATOREM



mercoledì 14 giugno 2017

Nuovo avviso per il Rosario di riparazione al "Gay pride" di Varese

Gli organizzatori comunicano che a causa del grande numero di adesioni all'iniziativa e della costituzione di un gruppo di provocatori e disturbatori da parte degli avversari, hanno ritenuto opportuno spostare la sede della preghiera. Il ritrovo, anziché sul piccolo sagrato di S. Vittore, come annunciato qui [vedi anche] sarà :

Sabato 17 giugno - ore 15.00
alla Prima Cappella del Sacro Monte di Varese


Aggiornamenti qui

Ringraziano e augurano una santa solennità del Corpus Domini.

Segnalazioni dei lettori. La Sacra Bibbia e la Vulgata in Latino eliminate dal sito del Vaticano

Apprendo dalla segnalazione di un lettore:
Avete notato che dal sito del Vaticano è stata rimossa la Bibbia e la versione latina della neo-Vulgata?
Questo nel silenzio generale. Ovviamente.
Vi si trova quest'avviso: La Sacra Bibbia è disponibile in quasi tutte le lingue del mondo: le Conferenze Episcopali provvedono al continuo perfezionamento delle traduzioni. Si invita pertanto a consultare il sito web della propria Conferenza Episcopale per accedere alla versione più aggiornata.
La versione ufficiale della neo-Vulgata in latino, invece, è scomparsa del tutto.
Non possiamo non leggere in questi cambiamenti che passano sulle nostre teste ma ci ostiniamo a non permetterlo perché non restano senza conseguenze: essi dicono e provocano ulteriori picconate all'unità ed universalità de La Catholica, che quindi più tale non appare. E contestualmente anche il Latino - lingua sacra ed ufficiale della Chiesa e vincolo di unità tra popoli e culture - è sempre più accantonato e rischia di essere definitivamente consegnato all'oblìo [vedi]. 
Ciò nonostante molti sacerdoti e fedeli, soprattutto coloro che ancora celebrano il Rito Romano Antiquior, ancora custodiscono e amano la Liturgia autentica, le traduzioni non creative ed arbitrarie della Sacra Scrittura e il Latino. Ma insidie ormai così preponderanti sono molto vicine ad infliggere un colpo mortale... Momento di passaggio epocale doloroso, insidioso e difficile da vivere e da gestire. Nostra unica forza speranza e fiducia, un affidamento sempre più profondo e fedele al Signore e alla Sua e nostra Madre! (M.G.)

La Riforma luterana, conseguenze sociali e politiche: un bilancio cattolico

Ricevo e volentieri pubblico dall'Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân il testo che segue. Un chiaro ed efficace intervento di Stefano Fontana, che  ci aiuta ad approfondire e arricchisce la nostra raccolta di articoli sull'argomento

Difficoltà del bilancio “cattolico”

Il problema principale del titolo di questa conversazione sta nella conclusione: un bilancio cattolico. Oggi sembra improponibile un bilancio cattolico della Riforma protestante e questo svela che il bilancio della riforma protestante che la Chiesa sta facendo in occasione dei 500 anni dalla Riforma è, per molti versi, già permeato di caratteri protestanti, ossia ha perduto molti significativi tratti cattolici. Al punto che parlare di un bilancio cattolico sembra “stonare”, venire considerato inadeguato e fuori tempo.

Il primo motivo è l’idea stessa di eresia. Il concetto è in crisi anche nel mondo cattolico, parallelamente alla crisi del concetto di dogma. La prima – l’eresia – viene intesa positivamente come un contributo alla discussione, l’espressione di una lecita libertà di opinione nel pluralismo. Il secondo viene inteso invece come una rigida astrazione formale che finisce per impedire il dialogo.

martedì 13 giugno 2017

In uscita il primo volume della nuova collana Divinitas Verbi


Ha iniziato le pubblicazioni la nuova collana di monografie edita dalla Leonardo da Vinci (Roma) con il nome di “Divinitas Verbi – Quaderni di epistemologia teologica”.

Ecco il piano editoriale:
  1. Teologia e Magistero, oggi, a cura di Antonio Livi, con contributi di Ignacio Andereggen, Serafino Lanzetta, Antonio Livi, Enrico Maria Radaelli, Fabrizio Renzi, Piero Vassallo (2017).
  2. Mario Oliveri, Lettere di un vescovo al Papa sulla questione dottrinale nella Chiesa, raccolte e commentate da Antonio Livi (2017).
  3. Giuseppe Siri, Getsemani. Riflessioni sul movimento teologico contemporaneo, nuova edizione commentata a cura di  Antonio Livi (2018).
  4. Antonio Livi, L’anarchismo ermeneutico in teologia (2018).
  5. Jaime Mercant Simó, Karl Rahner y su interpretación transcendental de la teología tomista (2019).
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Il primo volume della collana, ideata e diretta da Antonio Livi, si intitola Teologia e Magistero, oggi (Leonardo da Vinci, Roma 2017, pagine 160, euro 20,00; ISBN: 978-88-94900-02-6). 
Assieme al direttore Antonio Livi, collaborano alla monografia il teologo argentino Ignacio Andereggen e i teologi italiani Serafino Lanzetta  ed Enrico Maria Radaelli.  Due filosofi competenti in materia di epistemologia teologica, Fabrizio Renzi e Piero Vassallo, completano il volume commentando opere recenti sui rapporti tra teologia e  Magistero. 
La linea editoriale della collana è illustrata dal direttore Antonio Livi nella Presentazione di questo primo volume:

Segnalazioni dei Lettori. Sant'Antonio di Padova oggi

Oggi ricorre la Festa di Sant'Antonio. Malleus Haereticorum, ora pro nobis!

Amici, ieri sono stata alla rievocazione storica del transito di Sant'Antonio. Ѐ bello vedere come ci sia ancora tanta devozione per il grande taumaturgo, martello degli eretici. Ai balconi erano esposti i drappi. Vedendo però lungo il tragitto gli esercizi dei cinesi e degli arabi in continua crescita e sostituzione delle vecchie care botteghe, non ho potuto fare a meno di chiedermi, con una punta di tristezza, quanto durerà. Posto che loro si riproducono e noi no cosa volete che se ne importino cinesi e arabi di Sant'Antonio? Non così per fortuna i rumeni e molte persone di colore: loro hanno una grande venerazione per Sant'Antonio essendo cristiani. Un'altra annotazione e credetemi non voglio fare polemica. C'era il vescovo, mischiato tra la folla, vestito con pantaloni e collettino che bello, che umile.... Ma mi chiedo: il vescovo rappresenta se stesso? Che senso ha che faccia una parte alla Moretti della serie: mi si nota di più se non vengo o se vengo e me ne sto defilato in un angolo? A Padova non abbiamo il sindaco da mesi perché con una faida interna hanno fatto cadere Bitonci in spregio alla volontà popolare. Eppure il commissario con la fascia tricolore ha letto un saluto dall'altare alla fine. Il vescovo no. Pur richiesto (ho visto un bravo padre avvicinarsi a lui e chiedergli probabilmente di fare la benedizione) si è umilmente schernito... Scusate ma che ci azzecca? Io mi aspetto che il vescovo che rappresenta la diocesi non la sua "umiltà", quando si festeggia il patrono che peraltro non è solo il patrono di Padova (oserei dire che è patrono del mondo) parli, benedica, insomma faccia il vescovo! Io, fedele, mi sono sentita offesa. Comunque oggi vado alla processione e pregherò secondo le intenzioni di tutto il gruppo. Che Sant'Antonio ci protegga! Giusi

Intronizzazione del Sacro Cuore di Gesù: la Sacra Scrittura


Il mese di giugno è dedicato al Sacro Cuore di Gesù. Ringraziamo il nostro traduttore che ha pescato questo testo dal sito CatholicCulture.org e lo ha tradotto per nutrire la nostra devozione. Ѐ del 2004; ma è uno degli insegnamenti perenni da custodire.
Un gradito aggiornamento sul Cardinal Burke:
Al termine del pellegrinaggio di nostra signora di Cristianità, vi invito a partecipare al prossimo pellegrinaggio summorum pontificum, dal 14 al 17 settembre 2017 a Roma, come una suite di questi giorni santi, approfondendo la vostra conoscenza e Il vostro amore del Salvatore, venendo al suo incontro nella sacra liturgia e, soprattutto, nel santo sacrificio della Messa”. Card. Burke, Chartres, lunedì di Pentecoste 2017, al termine del Pellegrinaggio Parigi - Chartres.

Intronizzazione del Sacro Cuore di Gesù: la Sacra Scrittura
del Cardinal Raymond L. Burke, D.D., J.C.D.

La “lunga notte delle chiese” nella mitteleuropa. Un successo di folla e di folklore, non di culto

Nella nostra traduzione dal sito austriaco Kathpress riportiamo l'ennesimo segno di degrado ecclesiale, che viene magnificato come un successo; ma è un successo di folla non di culto: chiese come musei, involucri morti di una fede che non c'è più...
Tra l'altro ci risultano, riportate dallo stesso sito, esternazioni non certo edificanti dell'arcivescovo di Vienna, il card. Christoph Schönborn, durante un dibattito col vescovo protestante Michael Bünker nella chiesa San Leopoldo a Vienna, ricordato insieme ad altri eventi nell'articolo che segue. Egli avrebbe dichiarato che “anche sul lato cattolico sono stati grandi antisemiti e persecutori degli ebrei, incluso il canonizzato Papa Pio V”.
Premesso che il termine antisemita è del tutto improprio nel contesto storico europeo del XVI secolo, non si vede la ragione della sparata in quel dibattito. Tra l'altro stava parlando ad un protestante ignorando che tra i tanti errori di Lutero c'era anche una violenta avversione per gli Ebrei che ha poi caratterizzato il mondo protestante. Mentre in quello cattolico c'è stata (fino alla Nostra Aetate) la netta differenziazione delle due fedi, che non significa antisemitismo. E la principale “colpa” di San Pio V, ancor più che il Concilio di Trento e la Messa che ne conseguì, fu Lepanto, che consentì  di bloccare l'invasione turca, senza attendere che Roma fosse occupata, bruciata e saccheggiata per “dialogare”.
Inoltre Schönborn non ha mancato di aggiungere, parlando del presunto lato oscuro della Chiesa, che esso rende più cauti quando si giudica l'Islam. Secondo lui i cattolici “vivono in una casa di vetro” e “non dovrebbero buttare pietre”. Dunque, il solito 'politicamente corretto': sbracamento totale e indiscriminato in direzione neo-protestante, su tutta la linea... [Vedi l'indice degli articoli su questo argomento]
Ma bisogna resistere. Noi sappiamo in Chi crediamo! (M.G.)

350.000 partecipanti alla “lunga notte delle chiese”

lunedì 12 giugno 2017

Comunicato del Comitato “Beata Veronica da Binasco” di Pavia

Volentieri condividiamo il comunicato che segue di uno dei cinque Comitati - quello di Pavia - che, in meno di un mese, si sono costituiti, sulla scia di Reggio Emilia, come vere e proprie Comunità di riparazione.

Comunicato Ufficiale n. 4
del Comitato “Beata Veronica da Binasco” – 12 Giugno 2017


“È il tempo del raccoglimento, del poco chiasso e della preghiera incessante. Questo è l’aspetto più militante che i cattolici possono perseguire”. Con queste parole un giovane portavoce della processione di Riparazione al “REPride” di Reggio Emilia conclude la sua riflessione sull’evento. Non possiamo che sottoscriverla anche in relazione a quanto si è svolto a Pavia:
  1. Agli insulti, gratuiti e ingiustificati, rispondiamo con le parole di S. Paolo: “insultati, benediciamo”.
  2. Ringraziamo i partecipanti. Senza denaro, senza mezzi straordinari, senza patrocini di istituzioni, in cinque giorni si è dato vita a un evento significativo sul piano, non solo soprannaturale, ma anche sociale. Infatti, anche la stampa nazionale ha preso atto che i cattolici, incuranti del politicamente corretto, non si lasciano zittire. Essi chiamano grazia ciò che è grazia; peccato ciò che è peccato; disordine ciò che è disordine. Sottolineiamo tuttavia un disagio: abbiamo cortesemente risposto alle domande dei giornalisti per dare una lettura corretta dei promotori dell’evento, e non perché le nostre parole o immagini fossero direttamente mescolate a immagini del PaviaPride.
  3. Un plauso alle dichiarazioni sagge ed equilibrate di S.E. Mons. Corrado Sanguineti, Vescovo di Pavia, che corrispondono esattamente a quanto ha detto a noi. Lungi dal vietare il Duomo ai fedeli – come si è falsamente scritto – quasi fosse una pubblica sala e non il centro della devozione e della Fede comune dei cattolici pavesi, ne ha ribadito il diritto alla preghiera e il “no” della Chiesa cattolica a ideologie che sono contro l’uomo creato ad immagine e somiglianza di Dio.
  4. E’ l’amore per le anime a spingerci: “Caritas Christi urget nos”. Non c’è una “nuova Chiesa”, non ci sono (ci spiace deludere alcuni) neanche “nuovi costumi” o nuovi peccati. Nella Roma che sparse il sangue dei martiri, Papi compresi, Nerone imponeva il suo “diritto positivo” e assoluto, non solo crocifiggendo i cristiani, ma anche “celebrando” almeno un paio di propri “matrimoni” con altrettanti maschi. Gli Apostoli, tuttavia, testimoniarono Cristo senza paura e con amore, ottenendo la conversione di molti. Perché, ci ricordano gli Atti degli Apostoli, bisogna obbedire prima a Dio che agli uomini.
Il Comitato “Beata Veronica da Binasco”

Riflessione sul Vangelo di Domenica 11 giugno 2017, Festa della Ss.ma Trinità: san Matteo, 28, 18-20

Siamo molto grati a Paolo Pasqualucci che ci rende partecipi di questa sua riflessione di ieri. 
Mi rendo conto di quanto dovremmo conoscere e approfondire certi elementi per dare le ragioni della nostra fede agli attuali cultori dell'uguale e dell'informe
Il dogma del mistero Trinitario (che di certo non evolve) identifica e differenzia la nostra fede dagli altri cosiddetti monoteismi e del resto ne abbiamo già ripetutamente parlato [qui - qui - qui]. 
Ma ora richiamo l'attenzione su un punto specifico chiarito nel testo che segue e, specificamente, sull'abissale differenza tra il significato (e corrispondente realtà) cristiano del Paraclito (Gesù che ci rende partecipi del suo, perché è Uno con il Padre)[1] e quello musulmano che sostiene che parákletos sarebbe una falsificazione di periklitós= glorificato, riferito a Maometto... 
Attenzione, dunque. E come andrebbe ricordato ai nostri vescovi, compreso quello di Roma! (M.G.)

Riflessione sul Vangelo di Domenica 11 giugno 2017, Festa della Ss.ma Trinità:  san Matteo, 28, 18-20. Paolo  Pasqualucci

“In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: È dato a me ogni potere in cielo e in terra.  Andate, dunque, e istruite tutte le genti, battezzandole in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, e insegnando loro ad osservare tutto quello che io vi ho comandato. Ed ecco che io sarò con voi tutti i giorni sino alla consumazione dei tempi”  
(Messale Romano quotidiano. Testo latino completo e tr. it. di S. Bertola e G. Destefani, commento di D. C. Lefebvre O.S.B., disegni di R. De Cramer. Edizione aggiornata 1962.  Ediz. S. Francesco di Sales, Priorato S. Carlo, Montalenghe, Torino, pp. 852-3).

* * *

Francesco minaccia di sospendere a divinis una intera diocesi in Nigeria

Linea dura di Bergoglio Laici e preti rifiutano il vescovo per questioni etniche : «Chi si è opposto alla presa di possesso di Okpaleke vuole distruggere la Chiesa». Richiesta ai sacerdoti una lettera di scuse entro 30 giorni, pena la sospensione a divinis.
Sostanzialmente il provvedimento è motivato da ragioni che non conosciamo. Ѐ ovvio che si suppone obbedienza e comunione. Ma ci sono condizioni in rapporto all'aderenza alla verità... I motivi 'etnici' in linea di principio, non sono sufficienti; ma poiché il papa afferma che il rifiuto non è dettato da ragioni etniche, avrebbe dovuto esplicitare le ragioni effettive e, se del caso, correggerle secondo il Logos... Un provvedimento di tal genere non può essere motivato solo da elementi disciplinari basati su generiche frasi ad effetto (Chiesa vedova) perché c'è anche un'altra ipotesi da escludere: quella della "Chiesa orfana". (M.G.)

(Roma) Papa Francesco minaccia di sospendere a divinis tutti i sacerdoti di una intera diocesi in Nigeria. L'ultimatum scade l'8 luglio.

Il conflitto risale al 2012. Benedetto XVI, poco prima di abdicare, ha nominato un nuovo vescovo per la diocesi di Ahiara.

I sacerdoti e i fedeli della diocesi hanno ostacolato la presa di possesso della diocesi da parte del nuovo vescovo Peter Ebere Okpaleke, perché non appartiene al popolo Mbaise come il suo predecessore.

domenica 11 giugno 2017

don Elia. Vuoi giocare con noi alla nuova religione?

Noi ti disobbediamo su tutta la linea, ti neghiamo l’onore che ti è dovuto, facciamo quel che ci pare con il pretesto di aver capito che cosa veramente vuoi da noi… e ti doniamo il gioco che abbiamo inventato, il quale ti deve per forza far piacere; ad ogni buon conto, piace tanto a noi – e tanto basta a giustificarci. Più il gioco è curato nei dettagli o creativamente adattato, animato e partecipato, a seconda della “sensibilità” di ognuno di noi o del movimento cui apparteniamo, più tu devi essere contento, perché così abbiamo decretato noi stessi; quello che per due millenni è stato il culto da te richiesto (come i nostri avi hanno sempre creduto, poveretti!) l’abbiamo gettato nella spazzatura, sostituendolo con un prodotto fabbricato da noi, aggiornato e al passo con i tempi, ma insieme più fedele – dicono gli esperti – alla prassi antica, al vero senso della liturgia, ai testi originali ecc. ecc. Il principio di non-contraddizione è un relitto di un passato bigotto e oscurantista del quale ci siamo sbarazzati per poter abbracciare senza complessi la nuova gnosi, che riconcilia i contrari e lascia ciascuno libero di sragionare come più gli aggrada…

Segnalazioni dei lettori. Giovanni integralista

Ma non ci avevano detto che siamo tutti figli di Dio? Evidentemente Giovanni non ha capito o è un cattivo cattolico integralista, perché ha riportato le parole del Signore in maniera poco universalista.
(cliccare sull'immagine per ingrandire)

SS.TRINITÀ



Benedícta sit Sancta Trínitas, 
atque indivísa únitas: 
confitébimur ei, 
quia fecit nobíscum misericórdiam suam. 
Dómine, Dóminus noster, quam admirábile est nomen tuum in univérsa terra. 

sabato 10 giugno 2017

Ci voleva un musulmano per dire ciò che per papa e vescovi è tabù

Questo articolo di Sandro Magister è stato segnalato nelle discussioni. Lo pubblico di seguito, per condividere anche con chi non legge i commenti. Un contributo in più per non lasciarsi contaminare dal politicamente corretto di una classe politica ed ecclesiale suicidaria.

Con stupefacente tempismo, la mattina della domenica di Pentecoste, poche ore dopo il massacro di Londra avvenuto in quella stessa notte, il quotidiano dei vescovi italiani "Avvenire" è uscito con in prima pagina l'editoriale di un musulmano, l'egiziano Fael Farouq, che diceva finalmente lui, fin dalla prima riga, ciò che i più alti esponenti della gerarchia cattolica si ostinano pervicacemente a negare, e cioè che esiste un legame essenziale tra il terrorismo islamico e "una precisa dottrina" dello stesso islam.

Farouq aveva scritto questo suo editoriale prima del massacro di Londra, di cui "Avvenire" per ragioni di tempo non dava ancora notizia. E con coincidenza anch'essa stupefacente, il suo articolo affiancava il vistoso lancio in prima pagina della prima grande intervista del nuovo presidente della conferenza episcopale italiana, il cardinale Gualtiero Bassetti. Il quale, pochi giorni prima, fresco di nomina papale, aveva detto proprio l'esatto contrario di ciò che sosteneva Farouq:

Atto di riparazione a Trieste

Apprendiamo la costituzione di un comitato a Trieste per la recita di una preghiera di riparazione in vista del gay pride di Udine che si svolgerà oggi pomeriggio. Per gli interessati l'appuntamento è dalle 10.30 alle 12 con l'Adorazione eucaristica e il Rosario nella chiesa di San Sergio martire a Trieste.

La modernità e l’inferno dell’uguale

Qualche anno fa l’affermazione di una mia amica, secondo la quale il mio modo di esprimermi ricorderebbe quello di Milan Kundera, ha suscitato in me curiosità. All’epoca, pur non avendo letto ancora nessuna delle sue opere, provavo un’istintiva avversione nei confronti dello scrittore ceco (che ho poi dovuto parzialmente rivalutare): nutro infatti un’innata ostilità nei confronti di tutto ciò che è popolare, di moda, di massa. Mi sono quindi immerso nella lettura del best seller L’insostenibile leggerezza dell’essere. All’interno del testo ho trovato una frase che a mio avviso è la chiave per la comprensione di molti fenomeni sociali e culturali del presente che ispirano perplessità, sconcerto e repulsione:

Il kitsch è l’assoluta negazione della merda.

Per quanto quest’affermazione suoni volgare (in realtà la volgarità possiede qui un valore contundente e funzionale), cerchiamo di sviscerarne il significato.

venerdì 9 giugno 2017

Conferenza Episcopale polacca. Senza chiarezza l'AL è una ferita per la Chiesa.

Ne dà notizia marco Tosatti su Stilum Curiae. Vedi, nel blog, l'elenco dei sostenitori dei 'Dubia' e l'indice degli articoli sull'Esortazione l'Amoris Laetitia. Ho aggiunto, di seguito, l'articolo de La Nuova Bussola sui dettagli. 

Nei giorni scorsi la Conferenza Episcopale polacca, riunita a Zakopane, sui monti Tatra, ha deciso unanimemente che in base all’Amoris Laetitia i divorziati risposati che non vivono come fratello e sorella non possono ricevere l’eucarestia. Qui trovate i dettagli della decisione, sulla Nuova Bussola Quotidiana.

Con questa decisione, la prima di questo genere da parte di una conferenza episcopale, si ufficializza uno stato di crisi nella Chiesa cattolica che solo una parola chiara da chi è deputato istituzionalmente a darla – il Pontefice – può risolvere.

A serio rischio il diritto educativo dei genitori

Siamo costretti con raccapriccio a leggere nella cronaca casi, purtroppo ormai diffusi nella cosiddetta educazione scolastica, di vera e propria violenza sui piccoli perpetrata, col pretesto dell'educazione sessuale, persino alle fasce d'età più precoci, ancora non pronte psicologicamente ad una maturazione che deve andare di pari passo con quella fisiologica.
E cosa fa la Chiesa, che dovrebbe essere Mater et Magistra ma anche custode?
Abbiamo appreso che esiste "Il Meeting Point" : un programma di educazione sessuale pubblicato dal Pontificio Consiglio per la Famiglia in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù del 2016. Non menziona il peccato sessuale, anche se contiene immagini sessualmente esplicite. Ha anche lasciato fuori i genitori, che l'insegno costante della Chiesa invece designa come gli educatori primari dei loro figli anche sulla sessualità, esercitando un diritto-dovere essenziale per la trasmissione della fede cattolica e per la costruzione di una nuova “cultura della vita”.
Il raccapriccio dunque si fa dolorosa impotenza nel cogliere l'ulteriore abbandono da parte della Chiesa del suo munus docendi. Quello sanctificandi sappiamo quanto compromesso con le nuove insidie al Messale Romano... Su quello regendi, stendiamo un pietoso velo...
Meditiamo, di seguito, le parole di Pio XII, al quale ci rivolgiamo perché interceda per questa generazione così insidiata su tutti i fronti.
«La famiglia ha immediatamente dal Creatore la missione e quindi il diritto di educare la prole: diritto inalienabile, perché inseparabilmente congiunto con lo stretto obbligo; diritto anteriore a qualsiasi diritto della società civile e dello Stato, e quindi inviolabile da parte di ogni potestà terrena. Quanto alla inviolabilità di questo diritto, ne dà ragione l'Angelico: "Il figlio infatti naturalmente è qualche cosa del padre… onde è di diritto naturale che il figlio, avanti l'uso di ragione, sia sotto la cura del padre. Sarebbe pertanto andar contro la giustizia naturale, se il fanciullo avanti l'uso di ragione fosse sottratto alla cura dei genitori, o di lui in qualche modo si disponesse contro la volontà dei genitori" (S. Th. II-II, q, X, a. 12). E poiché l'obbligo della cura dei parenti continua sino a quando la prole sia in grado di provvedere a se stessa, perdura anche il medesimo inviolabile diritto educativo dei genitori: "Poiché la natura non intende soltanto la generazione della prole, ma anche il suo svilupparsi e progredire fino al perfetto stato dell'uomo in quanto è -uomo, cioè lo stato di virtù", dice il medesimo Angelico Dottore (Suppl. S. Th. III p., q. XLI, a. 1). Pertanto la sapienza giuridica della Chiesa così si esprime in questo argomento, con precisione e chiarezza comprensiva, nel Codice di Diritto Canonico, al Can. 1113: "I genitori sono gravemente obbligati a curare a tutto potere l'educazione sia religiosa e morale che fisica e civile della prole, e della prole stessa provvedere anche al bene temporale"». (Pio XI, Divini illius Magistri, 31 dicembre 1929)

Venerdì 9 giugno - La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui].

Sabato 10 giugno a Pavia [qui] e sabato 17 giugno a Varese [qui] - come già a Reggio Emilia [qui] - siamo invitati a partecipare alla recita del S. Rosario in riparazione dello scandalo dei “gay-pride” che si terranno in quelle città. Chi fosse impossibilitato, può fruttuosamente unirsi con la preghiera a questi atti di riparazione alle offese al Sacro Cuore di Gesù. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, proponiamo una lettura di Gilbert K. Chesterton. Anche oggi il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

giovedì 8 giugno 2017

10 Giugno 2017 - 'PaviaPride' e pubblica riparazione

Siamo lieti di pubblicare il presente avviso, che segue la lodevole iniziativa dei fedeli di Reggio Emilia (3 giugno) e di Varese (17 giugno). Così anche i fedeli di Pavia hanno deciso di esprimere pubblicamente la loro riparazione dello scandalo pubblico del Pavia-Pride.
Sulla Riparazione vedi qui qui e qui.

Comunicato Ufficiale del Comitato
“Beata Veronica da Binasco”
PaviaPride e pubblica riparazione

Nell’intento di riparare il pubblico scandalo e l’apologia dell’omosessualismo offerti dal PaviaPride, in programma per il 10 Giugno prossimo a Pavia, il Comitato “Beata Veronica da Binasco” intende invocare la protezione divina sulla città di Pavia e offrire alla Divina Maestà una congrua riparazione per i peccati che così gravemente offendono il Sacro Cuore di Gesù e il Cuore dell’Immacolata Sua Madre. Le modalità concretamente proposte sono le seguenti: 
Appuntamento per le ore 10.30 di sabato 10 giugno presso la Cattedrale di Pavia dove offriremo personalmente in riparazione la recita del S. Rosario e la partecipazione alla successiva Santa Messa. Al termine reciteremo l’Atto di Riparazione al SS. Cuore di Gesù, composto dal Santo Padre Pio XI, allegato all’enciclica “Miserentissimus Redemptor”.
È importante esserci: non è una manifestazione di piazza, un urlo corale diretto dal capobanda di turno per mettersi la coscienza a posto: è una preghiera alla Beata Vergine, temutissima dal demonio. E una preghiera è la cosa più razionale che un uomo possa fare.

Info e riferimenti:
mail:  lagrandeguerrartp@gmail.com
https://www.facebook.com/beataveronicadabinasco/

Minniti, la sfida alle Ong: «Portate i salvati in altri Paesi Ue»

Il ministro spiega al Corriere: «Un’ipocrisia dire: salvo una vita in mare, ma che fine fa poi quella vita è un problema di un solo Paese. L’Italia»
Farà discutere e scatenerà reazioni l’intervista del ministro dell’Interno Marco Minniti a Milena Gabanelli per il Corriere della Sera [qui]
Nel lungo dialogo su immigrazione, Libia e sicurezza Minniti fa il punto anche sulle Ong: «Io vorrei che una nave, una soltanto, si dirigesse in un altro porto europeo, certo non risolve i nostri problemi ma sarebbe il segnale di un impegno solidale dell’Europa. Io mi batterò per questo, perché è inaccettabile separare il momento del soccorso da quello dell’accoglienza, ed è un’ipocrisia dire: salvo una vita in mare, ma che fine fa poi quella vita è un problema di un solo Paese. L’Italia». 
Lui dice che si batterà, ma come dare fiducia ad un governo di esecutori che ci hanno ridotti a questo punto? Il ministro, oltre ad essere una voce isolata, forse sta raccogliendo gli echi del disagio e del malcontento sempre più diffusi. Attendibilmente a fini elettorali...

Santa Messa Tradizionale Università Cattolica di Milano


Gli studenti organizzatori ricordano la Santa messa del Venerdì delle Quattro Tempora di Pentecoste che sarà celebrata presso l'Università Cattolica di Milano Venerdì 9 giugno ore 8.00 presso la Cappella San Francesco.
Terrà l'Omelia mons. Luigi Negri, Arcivescovo emerito di Ferrara.

mercoledì 7 giugno 2017

Card. Sarah: «Diabolico chi ha attaccato BXVI: demolisce la Chiesa»

Sarà interessante avere il testo integrale. Lo pubblicheremo appena disponibile. Nel frattempo condividiamo da La Bussola quotidiana. Vedi precedenti da qui.

Con il discorso inaugurale tenuto ieri alle 17,30 dal cardinale Robert Sarah hanno preso avvio i lavori del convegno internazionale Sacra Liturgia [qui], quattro giorni che vedono impegnati relatori da tutto il mondo. Quest'anno l'incontro si svolge a Milano e il discorso tenuto ieri nell'Aula magna dell'Università Cattolica dall'attuale prefetto della Congregazione per il Culto Divino era particolarmente atteso.

L'indirizzo di saluto di monsignor Dominique Rey, vescovo di Toulon, ha ricordato la postfazione che il papa emerito Benedetto XVI ha scritto all’edizione tedesca del libro di Sarah, La Forza del Silenzio. Come sappiamo questo breve testo di Joseph Ratzinger ha fatto perdere la bussola a qualche personaggio interessato al tema, che si è spinto in apprezzamenti pesanti nei confronti della persona di Benedetto XVI e del prefetto (qui).