lunedì 23 ottobre 2017

Roma: il cardinale Burke non rinuncia ad una «correzione fraterna»

Nostra traduzione da TradiNews - 20 ottobre 2017

Il 3 ottobre 2017, in un'intervista rilasciata al Vaticanista Edward Pentin del National Catholic Register, il cardinale Raymond Burke ha detto la sua nomina come membro del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica del 30 settembre non richiede un lavoro sul tempo pieno, ma saltuario a seconda delle circostanze.
Ha detto che la nomina non cambierebbe né ritarderebbe la correzione fraterna indirizzata a Papa Francesco sull'esortazione apostolica Amoris Lætitia. Su questo punto, lo storico Roberto de Mattei rispondeva a coloro che erano stupiti che i due autori superstiti dei Dubia, i cardinali Walter Brandmüller e Raymond Burke, non avessero firmato la Correzione filiale: «significa ignorare, ha scritto, come sottolineato da Rorate Coeli, che la correctio filialis di sessantadue firmatari è puramente teologica, mentre quella dei cardinali, quando apparirà, avrà autorità e un ambito molto diverso, sul piano canonico». Alcuni osservatori romani hanno motivo di ritenere che la presentazione della «Correzione fraterna» sia imminente.

L’omelia in fotocopia - Stefano Fontana

Un’omelia standard ricorre ogni domenica: Dio ti ama così come sei. Ma è proprio così? 
Da un po’ di tempo noto che gran parte delle omelie che ascolto la domenica durante la Messa dicono sempre la stessa cosa. Qualsiasi siano le letture da commentare, come un singolare mantra ripetono lo stesso concetto che possiamo riassumere in questa frase: Dio ti ama così come sei.

L’attenzione é posta sulla misericordia di Dio, che ci accoglie nonostante le nostre debolezze e fragilità. In genere in queste omelie di “peccato” si parla ormai poco. La parola é sostituita appunto da debolezza e fragilità , davanti alle quali si prova di solito un sentimento di misericordia.

La conclusione di queste omelie fotocopia é quindi che non dobbiamo giudicare, non dobbiamo essere legalisti nel senso di rammaricarci se non riusciamo a rispettare la legge di Dio, e che l’unica cosa importante é ricambiare questo amore di Dio che, appunto, ci ama così come siamo.

domenica 22 ottobre 2017

Maria Guarini, «La questione liturgica. Il rito Romano usus antiquior e il Novus Ordo Missae dal Vaticano II all'epoca dei ‘due papi’»

Ѐ uscita la seconda edizione del mio saggio «La questione liturgica. Il rito Romano usus antiquior e il Novus Ordo Missae dal Vaticano II all'epoca dei due papi», Ed. Solfanelli, pag.168, Euro 13. 

Per procedere all'acquisto [qui]
Il Libro:
Lo scenario della Chiesa di oggi, riformata secondo le applicazioni del Concilio Vaticano II, presenta un mosaico di “criticità” che non sfuggono ai fedeli e agli studiosi più sensibili e competenti. Esse non hanno risparmiato — anzi vi trovano il loro focus — la Liturgia, culmine e fonte della vita di fede nella sua espressione culturale e sacramentale.
Soprattutto dopo l’abdicazione di Benedetto XVI, essa rischia ulteriori improprie manipolazioni che diventano abusi.
Il testo è stato rivisto e ampliato. Inoltre sono stati aggiunti due Capitoli, sui processi  dissolutivi accelerati a partire dall'abdicazione di Benedetto XVI fino alle ultime avvisaglie che hanno portato al motu proprio Magnum principium, col quale si promuove il decentramento alle Conferenze episcopali della preparazione dei libri liturgici, che mina l'unità e dell'universalità de La Catholica.
Nel presente saggio viene analizzato sul piano filosofico e teologico lo status quaestionis, in ambito liturgico, della crisi che viene da lontano ma caratterizza l’ultimo cinquantennio. Vengono quindi sviluppati in termini essenziali alcuni dei punti rilevanti di un dibattito ancora aperto, da diffondere ed allargare, al fine di alimentare una “pastorale” secondo la Tradizione che è vita e giovinezza della Chiesa.
L'autore
Maria Guarini, laureata in teologia ed esperta in Comunicazione e nuove tecnologie, ha diretto per anni la Biblioteca e le Relazioni al Pubblico del Ministero delle Comunicazioni. Continua a svolgere un’attività di Operatore dell’Informazione a livello internazionale.
È da tempo impegnata a testimoniare la presenza della Chiesa sulla Rete Internet, nuova frontiera di libertà e crogiolo per la formazione di correnti di pensiero svincolate dalle culture dominanti e tendenti al vero, in quanto radicate nella Tradizione perenne, ritrovando e rivendicando il primato della verità sull’azione, della conoscenza sulla prassi ateoretica. Autrice dei libri «La Chiesa e la sua continuità. Ermeneutica e istanza dogmatica dopo il Vaticano II» (DEUI, Rieti 2012) e «Agorà Telematica» (Edizioni Vivere in, Roma 2001).

Il vulnus diventa uno squarcio. Il papa corregge il card. Sarah

Il vulnus diventa uno squarcio
I processi innescati a ritmi incalzanti da una Santa Sede irriconoscibile stanno portando la Chiesa verso un altrove che ne ribalta l'identità e la funzione. La Verità è tradita e addirittura ribaltata. Ormai chi tace è complice. Non basta più neppure la "correzione formale" all'Amoris Laetitia, che pure si sta facendo attendere. Una Correctio dei cardinali - quella filialis più recente già allarga al modernismo e alle derive protestantizzanti - non potrà che essere ampia e avere il suo focus nella Liturgia, fonte e culmine di tutto. Dov'è il nostro Atanasio?
La spinosa e vexata questio era stata da noi tempestivamente sollevata qui. Ciò che si temeva purtroppo sta accadendo a ritmi sempre più serrati confluiti nel motu proprio Magnum principium [qui]. Siamo al 'rompete le righe' col decentramento alle Conferenze episcopali della preparazione dei libri liturgici, che mina l'unità e dell'universalità de La Catholica.

Recentemente è intervenuto il  Cardinal Robert Sarah, con una nota [qui] che attenua la svolta rivoluzionaria favorita dal Motu Proprio Magnum Principium. alla cui stesura, come già osservato, egli era stato tenuto estraneo.

Oggi la Nuova Bussola Quotidiana [qui] registra un caso senza precedenti. Giorni fa aveva pubblicato la nota del card. Sarah dando risalto, come noi, al fatto che egli proponeva una interpretazione del motu proprio nel senso di limitare l'autonomia delle  Conferenze episcopali nella traduzione dei testi liturgici. Ora il papa in persona chiede la pubblicazione della sua lettera autografa [qui l'originale] al Prefetto per la Congregazione del Culto divino, che ne smentisce l'interpretazione. Il card, Sarah ha sottolineato la distinzione tra confirmatio e recognitio in ragione dell’effetto prodotto : la confirmatio attiene semplicemente alla traduzione della edizione tipica latina; la recognitio riguarda nuovi testi e modifiche rituali. Esse tuttavia si configurano come atti identici avuto riguardo alla responsabilità della Santa Sede. Il che renderebbe ancora possibile una analisi dettagliata del tutto, a garanzia dell'unità della Chiesa, messa a rischio da un decentramento che amplia le responsabilità delle Chiese locali.
L'anomalia sta anche nel fatto che il papa corregge il Prefetto del Culto Divino con le proposizioni del Segretario della stessa Congregazione.

Mons. Galantino e Lutero. Ci soccorre Chesterton

Si sta procedendo con fin troppa enfasi alla commemorazione anche da parte cattolica dei 550 anni della Riforma Protestante.
Lo scorso 19 ottobre il segretario della Conferenza Episcopale Italiana, Mons. Nunzio Galantino,  nel corso del convegno “Passione per Dio. Spiritualità e teologia della Riforma a 500 anni dal suo albeggiare”, tenutosi presso la Pontifìcia Università Lateranense, ha dichiarato:
“La Riforma è stata, è e sarà in futuro un evento dello Spirito” e “La Riforma risponde alla verità espressa nella formula ‘ecclesia semper reformanda’”.
A dir poco sconcertante, per non dir peggio! Ne abbiamo già parlato in altre occasioni : qui - qui e vedi anche il nutrito indice di svariati articoli sull'argomento. Oggi approfitto dell'interessante segnalazione di un lettore per tradurre e condividere un articolo di Dale Ahlquist, presidente dell'American Chesterton Society, creatore della serie di EWTN "G.K. Chesterton: l'apostolo di senso comune". Si tratta di un suo commento ad un libro del 2001 di Tim Drake: “There We Stood, Here We Stand”. Riflessioni calzanti e significative che ci interpellano su quanto nella Chiesa cattolica sta accadendo con effetti ulteriormente ingravescenti da alcuni decenni.

La fossilizzazione di Martin Lutero
GK Chesterton riconosceva che ci sono luterani ancora sinceramente e fortemente cristiani, ma sosteneva che la stessa teologia originaria non contiene più altro che solo la forma rimasta.

sabato 21 ottobre 2017

il Card. Müller sostiene di non aver votato in unanimità la relazione tedesca al Sinodo per la Famiglia 2015

Nella nostra traduzione da OnePeterFive, riprendiamo un articolo di Maike Hickson che sottolinea gli interrogativi sollevati dall'intervista rilasciata dal Card. Müller il 13 ottobre scorso al giornale cattolico tedesco Die Tagespost [qui].  Potrebbe apparire a prima vista una questione di lana caprina; ma in realtà non sarebbe altro che una nuova conferma del cosiddetto Sinodo “taroccato” e delle molteplici ambiguità a tutti i livelli [qui].

Il cardinale Müller dichiara che il suo voto alla relazione tedesca al Sinodo della Famiglia 2015 non è stato unanime.

Il cardinale Gerhard Müller, ex prefetto della Congregazione per la dottrina della fede (CDF), continua a sorprenderci. Dopo aver recentemente parlato pubblicamente dell'attuale clima di paura e di censura in Vaticano sotto papa Francesco [qui], il cardinale tedesco ora dichiara di non essere coinvolto col suo consenso personale alla relazione finale del gruppo germanofono al secondo Sinodo dei Vescovi sulla Famiglia a Roma nel 2015. Se ciò fosse vero, ci troveremmo di fronte a un altro grande scandalo, dal momento che quel documento sinodale è stato presentato al pubblico come se avesse avuto l'approvazione dello stesso prefetto della CDF.

Intervista a mons. Schneider di padre Olivera Ravasi

Nella nostra traduzione da Adelante la Fe, pubblichiamo l'intervista del padre Olivera Ravasi a Mons. Athanasius Schneider, cogliendo l’occasione della sua visita in Argentina, nell’ambito del XX Incontro di Formazione Cattolica  organizzato dal Círculo de Formación San Bernardo de Claraval. Non si parla solo di Amoris laetitia. ma dell' immigrazione, della questione della teoria del 'genere' e degli altri errori dottrinali e ideologici nonché della Liturgia e della situazione della Chiesa.

Umile, sereno e gioioso, Mons. Schneider ci riceve durante una visita di appena tre o quattro giorni a Buenos Aires. Ci offre il suo prezioso tempo e, come tutte le grandi anime, non ha fretta alcuna. 

P. Javier Olivera Ravasi: C’è qualche tema di cui vuole evitare di parlare? – gli chiedo prima di cominciare l’intervista.

Mons. Schneider: “Non vi è niente di occulto che non sarà rivelato”; mi chieda ciò che desidera – risponde in buon italiano.

P. Javier Olivera Ravasi: Bene – rispondo –, ma prima una domanda un po’ scomoda: Lei è vescovo ausiliare di Astana, in Kazakhstan… “ma non fa altro che viaggiare”, si mormora… 

Mons. Schneider: È vero: ma è proprio quel che mi ha chiesto il mio arcivescovo, Mons. Tomasz Peta, da cui dipendo. Quel che succede è che – specialmente in quest’epoca di confusione – è importante che noi vescovi parliamo, soprattutto visto che la diocesi di cui sono ausiliare è così piccola ed è così ben accudita (appena lo 0,5 % della sua diocesi si dichiara cattolico).

venerdì 20 ottobre 2017

27 ottobre incontro a Varese: Si scrive DAT si legge eutanasia

Venerdì 27 ottobre 2017, ore 21.00
Istituto Maria Ausiliatrice
Piazza Libertà 9 Varese
Si scrive DAT si legge eutanasia

relatore: Avvocato Simone Pillon
Marito, padre, mediatore familiare, cofondatore del Comitato Organizzatore dei Family Day, patrocinante in Cassazione
Beato chi non ha perduto la speranza
testimonianza di Cristina Maracci, malata di SLA
(Chicchi per gli amici) ed il marito Guglielmo Bianco

Approfondimento in vista dell'approvazione in parlamento della legge sul fine vita. È importante informarsi per sapere come comportarsi di fronte a scelte che ci interpellano come esseri umani. Vi aspettiamo e vi invitiamo a diffondere questa proposta.
Scaricare:
la Locandina di ottobre e
il Depliant ottobre/novembre
Movimento e centro Aiuto alla Vita Varese Onlus

Geniale il vescovo di Macerata - Stefano Fontana

 Un’Ave Maria nell’aula universitaria a Macerata. Un gran can can sul web e perfino una interrogazione parlamentare. L’unico ad affrontare la cosa in modo intelligente è il vescovo.
Venerdì 13 ottobre scorso la professoressa Claudia Ferranti, ricercatrice all’Università  di Macerata, ha interrotto la sua lezione e ha recitato una preghiera a Maria Santissima. Perché? Perché molte associazioni cattoliche di preghiera avevano invitato a recitare il Rosario alle ore 17,30 di quel giorno, centesimo anniversario dell’ultima apparizione della Madonna a Fatima. La catena di preghiera era indetta in continuità  con il Rosario recitato dai Polacchi ai confini della loro patria il 7 ottobre scorso.

La professoressa ha chiesto agli studenti di poter sospendere per un momento la lezione e li informò che lei avrebbe recitato un’Ave Maria per la pace. Gli studenti liberamente avrebbero potuto unirsi a lei o meno. Alla fine della sua preghiera la professoressa ha proseguito la lezione.

I "cristiani nascosti" del Giappone. Troppo scomodi per questo pontificato

Lo stendardo dei lefebvriani giapponesi
rappresenta i martiri giapponesi crocifissi
Quando nello scorso agosto mia moglie ed io eravamo a Fatima per il pellegrinaggio internazionale della FSSPX rimanemmo molto colpiti dalla partecipazione del gruppo dei giapponesi, presenti con uno stendardo rappresentante i martiri nipponici che, come noto, furono crocifissi tutti insieme in gran numero.

Appena poco tempo prima avevamo visto il film intitolato "Silence" di Martin Scorsese, quello che propugna la possibilità di amare Cristo pur apostatando. Le autorità politiche giapponesi erano abilissime nell'inventare tecniche psicologiche terribili ed aberranti al fine di ottenere l'apostasia e quindi l'eliminazione completa del cristianesimo su tutto il territorio. Molte persone in effetti rinnegarono la loro fede, ma i famosi martiri giapponesi furono quelli che invece resistettero. Il film è da vedere anche solo per l'efficacia e la crudezza con cui documenta questi fatti.

Ultimamente Sandro Magister sul suo blog Settimo Cielo ha rievocato questa vicenda proponendo un articolo di Shinzo Kawamura, S.J.. 
Non voglio dilungarmi: dovrei ripetere solo l'avvincente storia di come i cattolici giapponesi superstiti conservarono la vera fede cattolica per 250 anni senza la presenza di alcun prete. In questa temperie di apostasia generale abbiamo di che imparare... (marius)