martedì 20 febbraio 2018

I “punti di rottura” del Concilio Vaticano II con la Tradizione della Chiesa – Sinossi.

I “punti di rottura” del Concilio Vaticano II con la Tradizione della Chiesa – Sinossi.
di Paolo Pasqualucci

Pubblico qui, modificato in diversi punti e ampliato, il § 1.1 della ‘Introduzione’ a: P. Pasqualucci, “UNAM SANCTAM. Studio sulle deviazioni dottrinali nella Chiesa Cattolica del XXI  secolo”, Solfanelli, Chieti, 2013, pp. 437; pp. 10-18. 
I “punti di rottura”da me elencati sono 26, senza pretesa di completezza.  I primi 12 si ricavano da mons. Brunero Gherardini: “Concilio Ecumenico Vaticano II. Un discorso da fare” (2009) e da: “Quod et tradidi vobis – La tradizione vita e giovinezza della Chiesa”(2010). Si trovano già parzialmente anticipati nel fondamentale testo di Romano Amerio, “IOTA UNUM. Studio delle variazioni della Chiesa cattolica nel secolo XX”, 19862. Senza dimenticare, ovviamente, il contributo essenziale del primo acuto e preciso critico del Concilio, già durante lo stesso Concilio: mons. Marcel Lefebvre, “J’accuse le concile!”(1976); “Ils l’ont découronné (1986). Né le ulteriori, approfondite analisi critiche raccolte negli Atti dei Convegni di “sì sì no no” e del “Courrier de Rome”, organizzati dalla FSSPX; né gli importanti contributi di Don J.M. Gleize FSSPX, del quale voglio ricordare qui, tradotto in italiano: “Vaticano II Un dibattito aperto. Questioni disputate sul XXI Concilio Ecumenico, Editrice Ichthys, 2013.  La critica seria e documentata al Vaticano II ha ormai una lunga storia.

lunedì 19 febbraio 2018

Il caso del convento di San Marco: i retroscena (seconda parte) - Tommaso Monfeli

Di seguito, sulla chiusura di San Marco a Firenze di cui ci occupiamo da tempo [qui - qui - qui], il contributo di un nostro lettore e carissimo amico romano, Tommaso Monfeli. Cogliamo l'occasione per ricordare che qui si può firmare la petizione; ma speriamo anche negli effetti della preghiera e in un sussulto di civiltà e di responsabilità in chi è direttamente responsabile sia politicamente che pastoralmente.

Nell'articolo precedente ho raccontato le travagliate vicende che hanno portato il Convento domenicano di San Marco a Firenze sull’orlo della chiusura, ricordando le due risoluzioni del Capitolo Provinciale del 2013 e 2017 e le reazioni (quasi tutte contrarie alla soppressione) che hanno suscitato nell’opinione pubblica.
Prima di volgere lo sguardo al presente, dobbiamo precisare che la proprietà dei locali abitati dai frati è della Diocesi e non dello Stato; questo dato non è affatto indifferente, come vedremo in chiusura dell’articolo. Ritorniamo alla narrazione ed al cardinal Betori, protagonista di un intervento che, nel 2015, aveva scongiurato la chiusura del Convento; purtroppo, di fronte alla nuova risoluzione del 2017, egli sembra avere un atteggiamento più passivo ed attendere la decisione del Generale domenicano, che è sì il decisore ultimo da un punto di vista giuridico, ma pur sempre decisore su una realtà che è collocata nell’Arcidiocesi fiorentina.

Ragazze in vendita, ritorno della barbarie nel Regno Unito


“IL COPIONE, QUINDI, SI RIPETE. RAGAZZINE VIOLENTATE, IL LUNGO SILENZIO DI POLIZIA E MAGISTRATURA prima di intervenire, con la paura di dover fare i conti con le accuse di razzismo e islamofobia, nella prigione culturale e mediatica del politicamente corretto.
Per gli abusi sessuali si sono serviti di coltelli, mannaie, mazze da baseball, giocattoli sessuali... Gli abusi erano accompagnati da comportamenti umilianti e degradanti come mordere, graffiare, urinare, picchiare e bruciare le ragazzine. Le violenze sessuali sono state compiute spesso da gruppi di uomini, e, a volte, la tortura è andata avanti per giorni e giorni. [...] I luoghi in cui sono state effettuate le violenze spesso erano case private di Oxford. Gli uomini che pagavano per violentare le ragazze non erano sempre di Oxford. Molti venivano, appositamente, anche da Bradford, Leeds, Londra e Slough. Spesso previo appuntamento". Così un estratto del rapporto della procura inglese a fine processo. Era maggio del 2015 e usciva la notizia della condanna a 95 anni di prigione per sette membri di una banda islamica che per quindici anni ha violentato, torturato e venduto ragazzine inglesi.

domenica 18 febbraio 2018

La Pontificia Accademia per la vita non è più quella fondata da Giovanni Paolo II

La rivoluzione nella Chiesa sta procedendo a ritmi sempre più accelerati. Nei giorni scorsi ha fatto scalpore il caso del rabbino Fishel Szlajen, membro della Pontificia Accademia per la vita, in contrasto con il rispetto e la difesa della vita che appartiene all'insegnamento costante della Chiesa
Il 1 gennaio 2017 è entrato in vigore  il nuovo statuto della pontificia accademia per la vita, accuratamente studiato per facilitare l'epurazione dei membri non allineati al nuovo corso, come ad esempio i cardinali Carlo Caffarra (ora defunto) e Willem Jacobus Eijk, o i rinomati studiosi Josef Maria Seifert e Luke Gormally.

I membri originari dell'Accademia, fondata da Giovanni Paolo II per promuovere una visione umana conforme al Magistero della Chiesa, sono stati oggetto di una massiccia epurazione. Attualmente, a parte quelli defunti, essi risultano infatti tutti licenziati senza il minimo preavviso, mentre i nuovi accademici, per i quali non è più previsto il giuramento con cui si impegnavano a difendere la vita,  rappresentano il frutto di una svolta inquietante che ha reso la PAV il contenitore di un umanitarismo interreligioso di conio non cattolico.

sabato 17 febbraio 2018

L’Opzione Benedetto. Vivere da cristiani in un mondo non cristiano e la lezione dei cristiani dei primi secoli

Ho da diversi giorni nelle bozze numerosi appunti sull'Opzione Benedetto - che si riferisce a San Benedetto protettore d'Europa - di cui molto si è parlato e si continua a parlare in relazione alla crisi epocale che stiamo vivendo e a possibili soluzioni per attraversarla non supinamente, ma in base alle esigenze ed alle risorse che scaturiscono dall'Incarnazione e dalla Redenzione che ci appartengono. Volevo mettere insieme, e trarre le mie conclusioni, quanto letto  su Il Foglio  [qui], su  Anonimi della Croce [qui], che cita  un articolo di Sandro Magister e quello de La Civiltà Cattolica che qualifica i sostenitori dell'opzione come "donatisti" alzando il tono della contesa. Su Il Timone, invece, troviamo la risposta alla provocazione de La Civiltà Cattolica [qui] di Rod Dreher, l'intellettuale americano che scrive e parla dell’Opzione BenedettoOggi Sandro Magister pubblica un'interessante testo, Come essere oggi "minoranza creativa". L'esempio dei cristiani dei primi tre secoli, accompagnato dalla lettera dell'Autore, che ci permette di approfondire e che trascrivo di seguito, preceduto da quanto traccia per sommi capi ma efficacemente Il Foglio:

Uno studioso mette in imbarazzo il card. Cupich chiedendo se il "cambiamento di paradigma" del Papa significhi cambiamento 'radicale' della dottrina

Nella nostra traduzione da  LifeSiteNews - Cambridge, Inghilterra, 15 febbraio 2018
Un rispettato storico e filosofo cattolico ha sfidato il cardinale Blase Cupich durante una conferenza la scorsa settimana su Papa Francesco: la cosiddetta "rivoluzione della misericordia" che ha causato quello che molti difendono come "cambiamento di paradigma" nella pratica cattolica.
Il 9 febbraio scorso,  il professor John Rist, dopo aver ascoltato presso l'Università di Cambridge una lezione nella quale il cardinale Cupich ha elogiato il "cambiamento di paradigma" di papa Francesco nella prassi cattolica, alla fine della conferenza ha chiesto al cardinale perché papa Francesco insulta ed elimina "senza pietà" li suoi oppositori in tema di dottrina.

Rist ha chiesto al Cardinale:
Eminenza, in base al suo resoconto sugli aspetti solari, premurosi e olistici della rivoluzione della misericordia di Papa Francesco - descritta in maniera inquietante dal volantino di questo incontro e da Sua Eminenza come "cambio di paradigma" nell'annuncio del Cattolicesimo - e sulla richiesta del Papa di una discussione libera e franca in ordine alle sue proposte e tattiche provocatorie, vorrei chiedere perché Papa Francesco agisce così spietatamente nell'insultare ed eliminare gli oppositori dottrinali:

venerdì 16 febbraio 2018

Verona 17 febbraio. Conferenza Danilo Quinto

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Le nuove direttive UNESCO per corrompere i bambini

Una aberrazione, dalle infauste conseguenze socio-antropologiche, oltre che spirituali, nella più totale inerte complicità dei governi e della Chiesa. Anche per questo la nostra fervida preghiera che vi ricordiamo per Domenica 25 febbraio [vedi]

L’UNESCO (che è l’agenzia “culturale”” dell’ONU) ha appena pubblicato le direttive globali per i nuovi standard di educazione sessuale da impartire in tutte le scuole ed asili infantili dell’Occidente. Firmata dalla direttrice generale dell’UNESCO, l’ebrea francese Audrey Azoulay, che è stata ministra della “cultura” per Hollande, che l’ha piazzata all’ONU prima della caduta.

Fra le cose curiose del testo, c’è che la direttiva della “nuova educazione sessuale”, l’UNESCO dice che s’inserisce nel programma politico dell’ONU per il 2030 sullo “Sviluppo Sostenibile” (sic).

La teologia narrativa di papa Francesco

Ringraziamo di cuore il lettore che ci invia questo suo interessante lavoro che, dalla sapiente recensione di un testo che vale la pena conoscere, ci apre molti ambiti di comprensione sul fenomeno Bergoglio.

Gian Enrico Rusconi, La teologia narrativa di papa Francesco, Laterza, Bari-Roma 2017, pp. 153, euro 16,00.

Il professor Gian Enrico Rusconi, emerito di Scienze politiche all’Università di Torino e noto editorialista del quotidiano «La Stampa», ha voluto proporre, con questo suo saggio, una analisi “laica”[1] della proposta teologica di papa Bergoglio. Rusconi, che è autore non cattolico vicino alle tesi della Scuola di Francoforte e gran conoscitore della cultura tedesca, propone, sin dal titolo, di intendere il pensiero di Bergoglio come una originale espressione della teologia narrativa. 

Ciò che Rusconi rifiuta sin dalle prime pagine è la derubricazione del parlare bergogliano a rozzezza intellettuale, ad incapacità teologica. L’Autore, piuttosto, riconosce a papa Francesco la pretesa di mutare paradigma alla teologia cattolica, dalla sistematica alla narrativa, dall’argomentazione alla narrazione. Bergoglio non sarebbe così un cattivo teologo, un provinciale ignorante venuto a Roma dalla pampa piuttosto, nell’analisi di Rusconi, Francesco assume i tratti del rivoluzionario impegnato, come Papa, a ridefinire la stessa identità del cattolicesimo: «di fatto ricodifica la dottrina tradizionale con codici semantici-retorici-metaforici o mitici, la cui compatibilità con la versione tradizionale è di difficile valutazione».[2]

Venerdì 16 febbraio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica totalmente il Santo Sacrificio, con annesse catechesi dei protestanti nelle nostre Chiese. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso orizzonti inesplorati ma fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa. 

Per la nostra formazione, proponiamo una lettura di Sant'Ambrogio sull'Eucaristia. Il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete è possibile conservare la biblioteca di letture di formazione.